lunedì 4 ottobre 2010

I miei primi canederli tirolesi





I canederli nella mia testa sono sempre stati un piatto non alla mia altezza. Non so perché, li ho sempre considerati una cosa difficilissima. Ma qualche tempo fa ho deciso che volevo provarli e così mi sono procurata qualche panino da far seccare. Poi ho dimenticato il sacchetto in frigo per tempo immemore e così i miei panini non erano più leggermente raffermi come chiedeva la ricetta, ma totalmente raffermi, tanto che ridurli a dadini è stato un pochino faticoso. Ma il risultato è stato davvero perfetto, mentre mangiavo mi sentivo molto orgogliosa, anche se sono talmente facili da fare che quasi non c'è motivo di gongolarsi... Ma davvero non me l'aspettavo! (Soprattutto non mi aspettavo che il procedimento per farli fosse così demenziale, se no non avrei aspettato tanto a lungo... ma comunque meglio tardi che mai)
Ho seguito la ricetta del libro "Cucina regionale italiana" di una certa Lisa Biondi dimmezzandone le dosi, temevo potesse venir fuori una schifezza immangiabile, per cui l'idea di cucinare per 4 non mi è sembrata opportuna. Ho anche eliminato il prezzemolo previsto dalla signora Lisa, non so non ce lo vedevo poi così bene...



Per cui eccovi le mie dosi per due persone:
100 gr pane raffermo
100 ml latte
1 uovo
50 gr speck
40 gr farina
4 steli di erba cipollina
1 litro di brodo
noce moscata
sale

Sbattete l'uovo con il latte, aggiungete la noce moscata, il sale e l'erba cipollina tagliuzzata. Unite lo speck sminuzzato e il pane tagliato a dadini piccoli, mescolate e lasciate ammorbidire. Aggiungete la farina, lavorate l'impasto e con le mani umide create delle polpettine grandi quanto una noce. Mettetele a cuocere nel brodo per 15 minuti.
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